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Il comitato basta merda in mare

Il comitato “Basta merda in mare”, ha dato e sta dando tuttora un contributo prezioso per la risoluzione dei problemi legati al sistema fognario riminese,  c he ha ripercussioni anche per quanto riguarda la balneazione, producendo una documentazione voluminosa riguardante il problema degli scarichi fognari nel territorio riminese.  E’ una battaglia che non parte da adesso, ma che risale circa a 20 anni fa. I  rappresentanti dell’associazione, dal nome truculento e forse un tantinello un pò volgare, siamo uomini di mondo, non ci formalizziamo su queste cose,  ma che centra la sostanza del problema, Simone Mariotti, editorialista della Voce e Sergio Giordano, uno dei fondatori del comitato, hanno consegnato ai sostituti procuratori della Repubblica di Rimini, Davide Ercolani e Stefano Celli, che indagano sulla questione, libri, foto e convegni che testimoniano 20 anni di lotte condotte dall’associazione per la difesa del nostro mare, contro gli sversamenti e gli avvelenamenti del mare stesso.  E’ finito il tempo dell’isolamento del comitato, in quanto è stata raggiunta da parte della magistratura in questo specifico caso e dell’opinione  pubblica più in generale, una nuova consapevolezza del problema, che non ha ripercussioni solo nell’ambito del turismo,  ma anche nel campo della salute pubblica e nel campo ambientale, come cerca di dimostrare l’inchiesta aperta dalla procura della repubblica di Rimini.  Il lavoro svolto dall’associazione “basta merda in mare”, è stato in questi anni  un lavoro molto importante, prima di tutto come opera di sensibilizzazione verso la cittadinanza, poi perchè ha anticipato un problema che poi è scoppiato come una bomba ad orologeria qualche anno dopo nella fattispecie  nel 2011, con l’apertura dell’inchiesta da parte della procura della Repubblica di Rimini, per accertare se sono stati compiuti eventualmente dei reati.  Questa cosa ha a che fare anche con il nostro turismo, perchè non è certo una bella immagine quella che si offre agli occhi del turista. Il fatto più significativo è che questa cosa si svolge a Rimini, considerata la capitale naturale del turismo della Riviera Romagnola. Se ci sono problemi per il turismo e la balneazione a Rimini, essi si estendono automaticamente  in tutta la riviera, quindi Rimini, nel campo della balneazione, dovrebbe dare il buon esempio. E’ un problema urgente che va  sicuramente affrontato. Il problema non è nuovo, si trascina stancamente nel tempo, sarebbe ore di dare una svolta a un problema che ci sta facendo fare una brutta figura nel campo dell’immagine a livello internazionale. Questo fatto nuoce al nostro turismo. Questo è un aspetto della questione, l’altro riguarda il problema della salute, una cosa che interessa tutti i cittadini. Nascondere il problema non è un bene per nessuno, esso va affrontato con decisione. E quello che ci apettiamo dall’amministrazione comunale.