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I dati di Cervia Turismo

Attraverso l’informatica, e nella fattispecie grazie al nuovo sistema operativo di Cervia turismo, si possono ricavare maggiori dati qualitativi per programmare meglio la promozione turistica del comune di Cervia. E’ venuto fuori dai primi dati elaborati, che la maggior parte degli ospiti del turismo cervese, cioè quelli che sono più sensibili all’offerta turistica degli hotel Cervia, vengono dalla Toscana e dal Triveneto. I risultati dei primi sette mesi sono stati suddivisi per provincia, ma sono anche disponibili i dati comune per comune e i dati suddivisi in quattro grandi aeree: altissima, alta, media e bassa densità di contatto. Le città prime in classifica sono Bologna e Milano, si piazza bene Firenze, la Lombardia meridionale e Verona. Fanalini di coda Rieti, Taranto e Trieste. Dai dati elaborati dal sistema operativo di Cervia Turismo, viene fuori che l’offerta turistica del comune di Cervia, è in crescita fra i turisti provenienti da Toscana e Umbria, e dall’area Veneta e Trentina, oltre al tradizionale mercato emiliano e lombardo. A fine stagione, i dati saranno messi a disposizione di chiunque e trasmessi anche alle strutture di servizio della regione. L’importanza e lo scopo di questa iniziativa è quella di aumentare la qualità dei dati a disposizione ed elaborarli allo scopo di tarare al meglio promozione e commercializzaione del prodotto turistico cervese.

Fidelizzazione a Misano

Diamo ancora  la notizia di una fidelizzazione verso in nostri hotel, per quanto riguarda il nostro turismo, questa volta non riguarda però il comune di Rimini, bensì il comune di Misano Adriatico. Tulio Danieli e Enrica Oggioni, originari del paese lombardo di Fara Gera d’Adda, trascorrono da cinquant’anni le loro vacanze a Misano, ospiti dell’hotel Novella, gestito dalla famiglia Sberlati. Un attaccamento alla spiaggia di Misano e al loro territorio che in seguito hanno condiviso con il loro figlio Paolo. Un amore verso la località turistica della nostra provincia che non si è mai affievolito nel  tempo.

La storia è iniziata con la signora Enrica, che cominciò a venire negli hotel Misano a soli 16 anni, quando trascorreva le vacanze estive al collegio degli angeli gestito dalle suore e poi crescendo, ci portò anche il fidanzato Tulio, e ora ci tornano tutti gli anni perchè è diventata la località preferita del figlio Paolo. In momenti di crisi come questi, sono esempi da pubblicizzare che fanno bene al nostro turismo.

Buoni Vacanze

Questa notizia non riguarda in particolare il turismo riminese, ma riguarda il turismo in generale, nel suo complesso. Parliamo dei buoni vacanza, che non è sinomimo di turismo straccione, secondo il ministro del turismo Maria Vittoria Brambilla, sono state 7000 le famiglie che fino adesso hanno usato i buoni vacanza, generando una spesa turistica di 5 milioni  e mezzo di euro.

I buoni vacanza funzionano in questo modo: le famiglie con i redditi inferiori possono richiedere i bonus spendibili presso hotel, terme, villaggi, ma anche per quanto riguarda i campeggi e gli agriturismi. Si può scegliere tra 4.500 operatori turistici presenti in tutte le regioni d’Italia. Il cittadino deve recarsi sul sito  www.buonivacanze.it , e controllare se appartiene alla fascia di redito per la quale è prevista l’erogazione. Il massimo contributo previsto arriva a 1.240 euro.

I circuiti favoriti dai buoni vacanza sono il mezzogiorno e i circuiti per lo sport. Secondo il ministro Brambilla, sono le scommesse vincenti di questa iniziativa, perchè la gente non sceglie le destinazioni, ma cerca le vacanze ricche di motivazioni.

La costa e l’entroterra

La necessità di un rapporto stretto fra gli alberghi della nostra costa e  i prodotti agricoli del nostro entroterra, è diventata ormai una cosa impellente, considerati gli episodi di malagestione di alcune strutture ricettive alberghiere che si sono verificati a Rimini negli ultimi tempi.

Gli alberghi riviera romagnola potrebbero fungere da vetrina naturale, cosa del resto auspicata anche dalle associazioni agricole del nostro territorio, per i prodotti di qualità (vino e olio su tutti) che provengono dal nostro entroterra. Questa iniziativa otterrebbe un duplice obiettivo: far conoscere i nostri prodotti tipici a tante persone tramite i nostri alberghi, e nello stesso tempo, migliorare la qualità stessa del servizio alberghiero, in maniera tale che non si verifichino più episodi del genere. Questa sinergia costa e entroterra non può che far bene al nostro territorio.

E’ questo in sintesi estrema, il significato della proposta lanciata da Manlio Maggioli, presidente della Camera di Commercio di Rimini, che ha presentato l’iniziativa a favore degli hotel di qualità a Rimini. L’iniziativa della camera di commercio di Rimini mette a disposizione un fondo di 50.000 euro che si può sempre incrementare, da destinare al sostegno di progetti realizzati da raggruppamenti di alberghi tipici o di qualità, minimo 35 alberghi oppure 700 camere.

In questa maniera ciascun aderente all’iniziativa potrà far conoscere ai turisti i prodotti tipici del nostro entroterra, e anche i prodotti artigianali sempre provenienti dal nostro entroterra. Insomma, gli alberghi della costa visti come una vetrina naturale dei prodotti tipici e artigianali del nostro entroterra. E’ un primo passo fra la tanto desiderata integrazione fra costa e entroterra che tutti ci auspicavamo.

Gli albergatori di Rimini e la professionalità

Gli albergatori di Rimini e la professionalità Il sistema degli hotel a Rimini comincia a mostrare qualche crepa. Stipendi non pagati, dipendenti “sfrattati“, costretti a dormire in spiaggia. Ci sono cose successe recentemente in qualche hotel della nostra riviera che suonano male, come moneta falsa. Nel senso che non si erano mai visti dipendenti in sciopero nel pieno della stagione, rivendicare i loro diritti con gesti eclatanti, non è una cosa che appartiene alla nostra cultura.

Secondo Patrizia Rinaldis, presidente dell’AIA di Rimini,  il fenomeno va circoscritto  a pochi casi, che  a suo dire, non rappresentano un campione significativo. “ I casi che sono stati rilevati non fanno statistica,- dice Patrizia Rinaldis-, ma sono certamente segnali preoccupanti che dobbiamo saper riconoscere, ascoltare, contrastare. Il problema principale- chiosa Patrizia Rinaldis- è che molte strutture sono gestite da persone che non sono imprenditori alberghieri e i risultati si vedono. Purtroppo ne prendiamo atto. D’altra  parte la categoria che rappresento combatte da sempre questo fenomeno e ci tengo in questa sede ribadire che i 1150 albergatori lavorano bene e pagano gli stipendi”.

Il problema che ci sono tante strutture in mano a tante persone che non hanno nè la stoffa nè la capacità gestionale per fare gli imprenditori alberghieri. I fatti che sono accaduti richiamano a sè un’altra questione.  Per tanti anni è stata data l’impressione, insomma è passato il messaggio che gestire un albergo in affitto è più conveniente che esserne proprietari. Sempre secondo Patrizia Rinaldis, si tratta di una direzione sbagliata, che è stata seguita. “ Il modello vincente di Rimini è stato sempre quello basato sulla forte identità e professionalità delle nostre strutture. E’ una storia che purtroppo negli ultimi anni si sta sfilacciando, lo dimostrano le strutture troppo anomale che appunto sono cresciute in questi anni. Quello che occorre fare -ha concluso Patrizia Rinaldis-, è recuperare la nostra storia e la nostra identità per il bene della nostra immagine acquisita nel tempo e dei nostri turisti.”.