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Il teatro Novelli a Rimini

Un quartiere di Rimini si mobilita per salvare  il teatro Novelli. Il quartiere 1 è contrario alla variante al  piano regolatore che il comune presenterà allo scopo di vendere il Novelli come area residenziale, e quindi incassare una parte dei soldi necessari al restauro del teatro Galli, che si trova dopo più di 60 anni, nelle stesse condizioni del dopoguerra. Lo chiedono anche l’associazione “Rimini città d’arte“, e i consiglieri dissidenti della maggioranza di centrosinistra che governa la nostra città, Coccia e Pazzaglia del PD, Giovagnoli e Pari di sinistra ecologia e libertà,  e Galvani di Rifondazione Comunista. In questi giorni i suddetti consiglieri hanno lanciato una raccolta di firme rivolgendosi al popolo di Internet. Ieri sulla pagina di Facebook che aveva come titolo “Salviamo il teatro Novelli“, i consiglieri dissidenti della maggioranza hanno spiegato ancora, semmai ce ne fosse bisogno, le ragioni del loro no alla vendita del teatro Novelli, che finirebbe per diventare un complesso residenziale di lusso. I consiglieri comunali firmatari dell’appello, intendono far sapere alla città che al posto del teatro potrebbe sorgere un palazzone alto 20 metri, aggravando così il problema della cementiifcazione che attanaglia la nostra città.

In questo modo, secondo i 5 consiglieri della città di Rimini rischia di rimanere senza teatro, perchè per quanto riguarda l’Astoria, non c’è ancora niente di definito, finora la cosa si è dimostrata un bluff, il Galli deve ancora essere costruito, insomma se viene abbattuto il Novelli ci resta solo il teatro degli atti, quando città anche più piccole di Rimini hanno un numero di teatri superiore a quelli presenti nella nostra città. Il comune per fare cassa  e prendere i soldi necessari per costruire il teatro Galli, ha predisposto una variante  per fare diventare l’area del Novelli ediifcabile. Sempre secondo i consiglieri comunali, l’operazione non è soltanto poco indicata, ma va anche contro la variante degli alberghi già approvata, che prevede al di sotto della ferrovia, il divieto di costruire nuovi insediamenti abitativi. In ogni caso il quartiere uno ha deciso di tenere una linea dura a questo proposito. Il presidente del quartiere 1 Riccio ha dichiarato che il quartiere uno è pronto a votare contro all’ipotesi di variante che renderà edificabile l’area del Novelli.

Enrico Brignano a Ravenna

Enrico Brignano a RavennaE’ una colpa essere romani? Per alcuni sì… per altri è una ostentazione di un modo di fare di cui non c’è da vergognarsi, basta vedere i comportamenti che tiene Francesco Totti nella sua quotidianità. Questo è il quesito che si pone Enrico Brignano, il brillante attore romano, tifoso della Lazio, nel suo nuovo show che si intitola “Sono romano ma non è colpa mia“, che l’attore, non dimentichiamolo, proviene dal laboratorio teatrale di Gigi Proietti,  porterà in scena al Pala De Andrè di Ravenna martedì 14 settembre. lo spettacolo ininzierà alle ore 21.15.
Cabarettista, attore, comico molto amato sul palcoscenico come in televisione, ha fatto parte del cast della nota fiction televisiva  ”Un medico in famiglia” , per intenderci è stato il fidanzato di Cettina, interpretata dall’attrice Lunetta Savino, il “romano de Roma” Enrico Brignano, presenterà uno spettacolo che si arricchisce delle musiche di un grande compositore come Armando Trovaioli, eseguite dall’orchestra diretta dal maestro Federico Capranica. Si tratta di un viaggio attraverso i suoi ricordi anche legati all’infanzia, dove la romanità che è un modo di essere e di vivere la vita, assume un ruolo predominante, anzi è il filo conduttore di tutto lo spettacolo. Secondo Enrico Brignano, vivere nella capitale comporta una grande responsabilità, perchè è come portare il laticlavio dei senatori romani sulle spalle, nel senso che bisogna sapere fare meglio delle generazione di romani che ci sono state in passato. Il messaggio che vuole fare passare Brignano nel suo spettacolo  è il seguente: la romanità è un processo storico e culturale che parte da lontano e affonda le sue radici nella storia millenaria di Roma, che parte da Romolo e Remo. Il filo conduttore della sua comicità, è quello che si è potuto apprezzare sul palcoscenico di Zelig. Con il suo spettacolo Brignano, partendo dalla sua romanità, affronta un viaggio nelle nevrosi e nelle contraddizioni della società italiana con un tono mai volgare, sempre leggero e soave, con un genere di comicità a volte surreale, ma mai pesante e offensiva. Nei suoi esilaranti monologhi Brignano si erge a fustigatore dei vizi e delle virtù degl uomini di oggi, delle paure e delle manie e come già detto delle nevrosi che condizionano  la vita quotidiana di ciascuno di noi. Non si tratta di uno spettacolo ascettico, bensì di uno show che da voce a sentimenti e a emozioni, che riflette sul concetto di romanità partendo dalle sue radici.

Medea a Sarsina

Medea come connotazione moderna della celebre eroina del teatro greco. E’questa l’interpretazione che da del personaggio la famosa attrice  Pamela Villoresi, nello spettacolo che va in scena stasera  a Sarsina, nell’arena Plautina, con la regia di Maurizio Panici.

L’attrice pratese ha conferito al testo di Plauto una forte connotazione contemporanea, perchè la storia di Medea purtroppo è attuale anche ia giorni nostri. Quando un amore  muore, è difficile prevedere gli strascichi che uno lascia nella persona abbandonata. La storia di Medea è attuale, basta vedere i casi di cronaca nera pubblicati sui giornali, che si risolvono anche in episodi di sangue drammatici, perchè una persona non accetta  di essere abbandonato, sia maschio che femmina, perchè viene presa per una ferita profonda per il proprio orgoglio personale. E’ una situazione attuale anche oggi, su cui serve una profonda analisi e una profonda riflessione.

Medea è una eroina greca creata da Euripide nel 431 ac,  che risolse la cesura inflittagli da Giasone uccidendo i loro figli. La storia di Medea è lo specchio fedele,di tante coppie di oggi che trsformano un rapporto d’ amore in un rapporto di collera, con piccoli o grandi ricatti legati ai figli e ai soldi. La lezione da trarre da questa storia è che l’azione prodotta da un rancore non fa che peggiorare il danno. Insomma, è proprio il caso di dire che se l’amore finisce vendicarsi non vale.

Sagre
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