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Le spoglie della ex Rimini calcio
C’è una lotta serrata fra L’Ac Rimini 1912 e il Real Rimini City, per accaparrarsi sul piano sportivo quel che resta degli ex giocatori che hanno fatto parte dell’epopea degli anni d’oro della Rimini Calcio, targata Cocif, specialmente negli anni in cui il protagonista indiscusso è stato Vincenzo Bellavista.
Luca D’Angelo e Paolo Bravo, si sono accasati rispettivamente nel ruolo di allenatore e team manager nel Rimini 1912, riconosciuto dasll’amministrazione comunale, mentre mister Neri, che ha giocato con il Rimini di Bellavista in C2, e Dario Baccin, colonna del Rimini di Leonardo Acori, fanno parte dell’organico del Real Rimini City. Dario Baccin sarà il nuovo responsabile dell’area tenica del Real Rimini City.
Si tratta di una situazione che lascia perplessi, ma tant’è la situazione è esattamente questa. Sono in procinto di ritornare nelle file biancorosse, sponda Ac Rimini 1912, l’ex portiere Emiliano Dei, che se accetterà le proposte della società di Amati, non giocherà soltanto, ma farà anche il preparatore dei portieri e Alfredo Carnevale, che pur essendo stato contattato anche dal Real Rimini City, si è preso qualche giorno di tempo per dare una risposta definitiva al Rimini 1912.
Du gust è mei che uan
Du gust è mei que uan. Era questo il noto “tormentone” di un’azzeccata pubblicità di una nota marca di gelati che imperversava tempo fa sugli schermi televisivi. Una frase che è entrata a far parte anche del linguaggio popolare. Questa modo di dire si può benissimo applicare a quello che sta succedendo dopo la decisione della Cocif di non iscrivere più la Rimini Calcio in prima divisione. La sparizione del calcio professionistico a Rimini è stata una tragedia, adesso siamo alla farsa. Dalle ceneri della vecchia Rimini Calcio sono sorte due società, il Rimini 1912, riconosciuta uficialmente dall’amministrazione comunale con a capo l’imprenditore edile Biagio Amati, e il Real Rimini City, anch’essa guidata da un imprenditore edile Pretelli, dopo che l’inventore della società Paolo Croatti si è fatto da parte, passando la mano a favore di Pretelli.
Stesse maglie per entrambe le società, la famose casacche biancorosse a scacchi, stesso target di pubblico a cui rivolgersi, stessa ambizione di raccogliere il testimone della vecchia Rimini Calcio: in questo modo la confusione non fa che aumentare. C’ è solo una certezza in questa triste storia e riguarda la concessione da parte del comune dello stadio Romeo Neri al Rimini 1912 di Biagio Amati. E’ questo fatto rappresenta una specie di benedizione del comune verso il Rimini di Amati, nel senso che il comune fa il “tifo” per la società Rimini 1912.
Comunque le questioni si vanno man mano delineando all’interno delle due società, a cominciare dalla scelta degli allenatori. Oggi sarà presentato il nuovo tecnico del Rimini 1912 Luca D’ Angelo, vecchia bandiera biancorossa, mentre per quanto riguarda il Real Rimini City la scelta per quanto riguarda il nuovo mister è caduta su Maurizio Neri.
Qundi attualmente ci sono due Rimini, uno riconosciuta ufficialmente dal comune, il Rimini di Amati, l’altra no.Vedremo come andrà a finire.
Riminello
Come è strana la vita! Ci sono delle cose che sfuggono ad un concetto di logica e di razionalità. La notizia che stiamo dando è la seguente: il Rimini Calcio, come tutti sappiamo, è sparito nelle forme che fino ad ora abbiamo conosciuto, cioè non parteciperà più a un campionato professionista; la Cocif, che fino al 30 giungo ne deteneva il pacchetto di maggioranza, si è sempre lamentata della penuria degli impianti sportivi nella nostra città, tanto che gli allenamenti della vecchia Rimini Calcio si svolgevano negli impianti della Cocif a Longiano. Bene, il comune di RIMINI ha aggiudicato l’appalto al raggruppamento temporaneo composto dalle imprese Edile Carpentieri srl, Edilizia Moderna srl, la gara per la progettazione, realizzazione e gestione in concessione del centro sportivo per il gioco del calcio dell’ex area Ghigi, sulla Superstrada di San Marino. La domanda sorge spontanea: non si poteva risolvere prima questo problema, quando il Rimini militava in B, dato che c’era da risolvere il problema dell’annoso problema dell’impiantistica sportiva riminese?
Quindi la Rimini Calcio avrà la sua “Riminello”, che sarebbe come Villa Silvia a Cesena o Milanello per il Milan. L’impianto sorgerà sulle ceneri dei famigerati campi della Gaiofana, in via Montevecchio, in una proprietà del comune di Rimini.
Une delle società che si è aggiudicata l’appalto è la Società Edilizia Moderna srl, di proprietà di Biagio Amati, referente dell’amministrazione comunale per la costituzione delle nuova Rimini Calcio, che ripartirà dai dilettanti. Però fino adesso il gruppo di Biagio Amati, che è appoggiato dal comune, non ha ancora formalizzato l’iscrizione al Cnd, cosa che ha fatto l’altra società concorrente, la Real Rimini City, passato ieri di mano da Paolo Croatti, all’ imprenditore riminese Danilo Pretelli. Un altro costruttore edile, come Biagio Amati.
L’ intervento, precisa una nota dell’amministrazione comunale, ” è in linea con le previsioni del piano regolatore“. L’importo complessivo netto dell’operazione sarà di oltre 4 milioni e mezzo di euro netti, il bando di gara prevede la costruzione e gestione di un centro sortivo, composto da un edificio polifunzionale di due piani. Il progetto è altresì composto dalla costruzione di spogliatoi, servizi, sala conferenze, negozi, bar, ristorante di 250 metri quadrati con parcheggio, due campi di calcio in erba sintetica, un campo di calcio a otto e tre campi di calcetto, un percorso sportivo all’aperto destinato al riscaldamento degli atleti. ” L’intervento -precisa il comune di Rimini-, si completa con la riqualificazione del fondo di due campi in erba naturale, completati dall’installazione di una tribuna metallica di 500 posti, e dell’edificio adibito a spogliatoi circa 270 mq, oggi esistenti.”.
La gestione dell’opera. La gestione dell’impianto “dovrà obbligatoriamente garantire“, alcuni servizi, fra i quali la promozione, l’organizzazione e la gestione di tutte le atttività sportive propedeutiche all’attività calcisitca, calcio a otto o a cinque, organizzata da scuole pubbliche o private, di ogni ordine e grado, e da associazioni, società o enti sportivi. Sono state previste, anche la promozione e l’organizzazione e la gestione di tutte le attività di atletica leggera libera.
Una canzone triste
Una canzone triste. Il ritornello di una nota canzone cantata dal compianto Ivan Graziani descrive perfettamente lo stato d’animo che si sta vivendo in città e fra i tifosi biancorossi a causa della decisione della Cocif di non iscrivere la squadra nella Prima divisione, cosa che comporta automaticamente la sparizione della gloriosa società biancorossa dal calcio professionistico. Si ripartirà dal Cnd, è sfumata in queste ore l’ipotesi di acquisire il titolo sportivo dal Bellaria e ricominciare dalla Seconda divisione. Il nuovo refererente della società è l’imprenditore edile Biagio Amati, che gode dell’appoggio incondizionato dell’amministrazione comunale e che punta decisamente su di lui per costruire la rinascita della Rimini Calcio. Il suo gruppo è stato preferito a d un altro gruppo che faceva capo al presidente del Riccione Paolo Croatti, che aveva iscritto al campionato Cnd una nuova società il Real Rimini City e che aveva chiesto al comune di poter usufruire della struttura dello stadio vetusto e carico di gloria Romeo Neri.
In un comunicato diffuso il 3 di luglio l’amministrazione comunale riminese conferma la sua scelta di puntare sul gruppo giudato da Biagio Amati, perchè ritiene particolarmente qualificante l’impegno del gruppo guidato da Amati nei confronti del mantenimento del settore giovanile, che rappresenterà un progetto prioritario per la società e la città. Insieme al gruppo guidato da biagio Amati sono stati già avviati i contatti necessari per preservare il marchio storico della Rimini Calcio e per fare in maniera che la società biancorossa possa continuare a giocare con i colori biancorossi e la denominazione “Rimini Calcio Fc”. Sabato prossimo ci sarà la presentazione alla stampa della nuova società.
Intanto in città non si placano le polemiche per la decisione presa dalla Cocif, i tifosi si sentono presi in giro, fra il comune e la Cocif prevale un sentimento di rancore con il rinfacciarsi reciproco di reponsabilità, sullo sfondo di questa vicenda aleggia pure la questione dello stadio nuovo che si è trascinata nel tempo senza che si sia concluso qualcosa di concreto. Intanto i camion della Cocif fanno la spola fra Longiano e la sede del Rimini per portarsi via tutto. Questo fatto ha anche un valore altamente simbolico, perchè è il simbolo di una storia, che dopo aver avuto anche momenti esaltanti durante la conduzione tecnica di Leonardo Acori e gli anni della serie B, è finita davvero male, con un punta di crudeltà e cattiveria fuori dal comune da parte della Cocif, come hanno fatto rilevare i tanti tifosi biancorossi intervistati dalle Tv locali.
A margine di questa triste storia, c’è da rilevare questo dato di fatto, ch è molto importante sottolineare. A Rimini manca totalmente una cultura sportiva in generale, siamo gli ultimi in regione come rapporto fra impianti sportivi e abitanti, la regione ci ha più volte sollecitato di colmare il gap con le altre città, altre città della nostra provincia come Riccione hanno scelto di investire nell’ impiantistica sportiva, che tra l’ altro è un valore aggiunto anche per il turismo, in quanto il turismo sportivo è portatore per il comune di Riccione di 80.000 presenze annue. A Rimini invece non si è fatto niente in questo senso. Le condizioni disastrose del Romeo Neri, che a definirlo stadio bisogna avere una buona dose di fantasia, è lo specchio fedele di questa realtà.
