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Sequestrato un piano dell’hotel Mosè
La triste storia dell’Hotel Mosè fa ancora discutere tutta la città di Rimini, ci sono novità sul fronte di questo albergo che ha rappresentato la vergogna di tutta la categoria degli albergatori, che hanno chiesto il pugno di ferro contro i gestori della struttura, e di conseguenza un vulnus per tutta la città, istituzioni comprese. Sono stati messi i sigilli dell’ultimo piano dell’hotel Mosè che risulta essere abusivo. Chiuse dunque 12 camere, 11 erano occupate dai clienti, una dai dipendenti, che erano state ricavate nell’ultimo piano dell’albergo, dove per regolamento edilizio ci doveva stare solo una terrazza coperta. Il piano abusivo sarebbe la molla che potrebbe fare scattare la chiusura totale di tutto l’albergo, insomma l’appiglio più consistente a cui attaccarsi per mettere fine a questa brutta storia.
Ma l’abuso edilizio non l’unico problema per i gestori dell’hotel, che sono nell’occhio del ciclone anche per il mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori quelli che hanno scioperato, in questi giorni non lavorano più, vivono ancora con tante difficoltà all’hotel Zodiaco, e per la minaccia di sfratto ai dipendenti stessi. Ieri l’albergo è stato, diciamo così, vivisezionato, controllato palmo a palmo dalla polizia municipale, carabinieri e vigili del fuoco, che già avevano svolto diversi controlli il giorno prima. L’ispezione è andata avanti per ore, e dalle indiscrezioni fin qui trapelate, aspettiamo gli esiti definitivi, sono state riscontrate parecchie irregolarità, nell’ ascensore, nelle misure di sicurezza e antincendio. Poi la camera dell’ultimo piano occupata dal personale dava direttamente sull’ascensore e la vano caldaia, in contrasto con le più elementari norme di sicurezza. Pure gli impianti elettrici non risultano del tutto a norma.
Intanto questo episodio ha provocato un grave danno all’immagine complessiva del turismo della nostra riviera. Molte famiglie che hanno soggiornato all’Hotel Mosè hanno dichiarato che è stata una esperienza bruttissima e che a Rimini non torneranno più, neanche morti.
Ancora sull’hotel Mosè
Gli albergatori di Rimini sono disgustati della situazione che si è venuta a creare all’hotel Mosè, perchè quanto è accaduto nell’hotel Torre Pedrera, rappresenta un brutto biglietto da visita per tutta la categoria. Non solo, anche sotto il profilo squisitamente umano, si tratta di un offesa verso la dignità della persona. “Gli albergatori riminesi-dice la presidente Patrizia Rinaldis- vogliono farla finita al più presto con questa storia, perchè si è creata una situazione di grave danno per l’immagine della nostra riviera. Tutti-prosegue Patrizia Rinaldis-, mi hanno chiesto degli interventi al fine di tutelare l’immagine delle nostre strutture. Credo che alla luce di quello che è accaduto, si prendano dei provvedimenti seri, proporzionati alla gravità dell’accaduto, insomma aspettiamo quella che a rigor di logica pare la cosa più giusta da fare, cioè chiudere la struttura.”. Anche un altro hotel gestito sempre dalla Costa Romagna, l’Hotel Maracaibo, versa nelle stesse condizioni dell’hotel Mosè. Insomma si dovrebbe arrivare a un ordinanza di chiusura dell’esercizio, martedì sono stati eseguiti tutti i rilievi di rito da parte della polizia municipale, e nel contempo avviate le procedure amministrative per perfezionare gli eventuali provvedimenti disciplinari, pare, il fatto va dato con il beneficio di inventario, che durante l’ispezione della polizia municipale siano stati riscontrati degli abusi edilizi. Palazzo Garampi, sede del comune di Rimini, ha scelto la linea dura, il comune ha ribadito più volte che nessuno spazio verrà dato a gestioni che non rispettino gli standard consolidati nel tempo del nostro turismo.
Un esempio da non seguire: l’Hotel Mosè
La triste storia dell’ Hotel Mosè, sarà ricordata come una pagina nerissima nella storia del turismo riminese. C’è stata un’autentica rivolta che ha unito i clienti dell’albergo per il pessimo servizio erogato e i lavoratori dell’hotel che si rifiutano di lavorare fino a quando non vedranno lo stipendio. La situazione già di per sè tesa, è diventata man mano che passa il tempo drammatica, la direzione di Costa Romagna il tour operator finito nella bufera per il caso Mosè e di altri alberghi, come l’hotel Maracaibo, con cui collabora il gruppo, ha chiesto lunedì al personale arrabbiatissimo perchè non ha ricevuto ancora lo stipendio, di lasciare gli alloggi che occcupava, dal momento che non intendeva più prestare servizio in hotel, perchè non sono stati ancora pagati. Insomma, cornuti e mazziati, dopo che non hanno ancora ricevuto lo stipendio, i lavoratori del Mosè rischiano addirittura di essere sfrattati.
E’ stato organizzato un presidio dalla Cgil, davanti all’albergo, con tanto di cartelli e striscioni. Alla protesta, durata quasi tre ore, si sono uniti anche un centinaio di tuirsti che soggiornano a Torre Pedrera, essendo diventata la vicenda dell’hotel Mosè la barzelletta di tutto il paese. Ci sono stati momenti di altissima tensione, in sostanza si è sfiorata la rissa fra alcuni dipendenti e Salvatore Galliano, referente di Costa Adriatica, per le ragioni che si possono ben intuire.
Sono intervenuti alla protesta anche esponenti dell’amministrazione comunale, il vice-sindaco e assessore Antonio Gamberini e l’assessore Vittorio Buldrini. La situazione si aggrava sempre di più, perchè la direzione di Costa Romagna non ha ceduto di un millimetro di fronte alla richieste della Cgil e dei lavoratori: non sarà dato nemmeno un euro di acconto ai dipendenti rimasti ancora nella struttura, nonostante non abbiano mai percepito lo stipendio.
Questa storiaccia del Mosè ha indispettito tutta la città, il comune, le istituzioni, i cittadini i sindacati e perfino l’organizzazione ufficiale degli albergatori l’ Aia, che forse si costituirà parte civile. Patrizia Rinaldis, presidente di Aia, ha detto che l’associati chiedono la linea dura, ma quell’albergo, secondo la Rinaldis, non fa parte dell’ Aia, ma di un altra categoria. Il comune di Rimini sembra deciso a non farla passare liscia all’albergo, si parla di sopensione e revoca della licenza ma sopratutto alla società che sta dietro alla gestione di questo e di altri hotel che ha provocato questo increscioso episodio.
Pure la provincia di Rimini ha preso posizione contro la gestione dell’hotel, con una dichiarazione dell’assessore provinciale al turismo Fabio Galli che ha detto che certe gestioni improvvisate danneggiano l’intero sistema turistico, sempre secondo Galli, si tratta di un danno materiale così rilevante che non è neppure possibile quantificarlo. Come immagine complessiva della Riviera di sicuro.
