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Morte di Tomizawa: la procura di Rimini indaga
La procura della Repubblica di Rimini, ha aperto una inchiesta sulla morte del pilota giapponese Shoya Tomizawa, avvenuta nella tarda mattinata di domenica sul circuito di Santamonica a Misano. Infatti il procuratore capo della Repubblica di Rimini, dottor Paolo Giovagnoli, ha disposto l’autopsia sul corpo del giovane pilota giapponese Shoya Tomizawa, rimasto ucciso domenica nella gara di moto 2 del Gp di San Marino. Il fascicolo sulla tragedia avvenuta a Santamonica di Misano, è stato aperto ieri mattina, l’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo, ma per il momento non risultano esserci nessuno iscritto nel registro degli indagati. E’ da escludere ogni responsabilità da parte dei due piloti che lo hanno investito il sammarinese Alex De Angelis e l’inglese Scott Redding, che ancora non riescono a farsi un ragione del fatto di aver procurato seppur involontariamente la morte di un loro collega, pur essendo consapevoli che era pressochè impossibile evitarlo. Il magistrato ha anche predisposto il sequestro delle tre moto coinvolte nell’incidente, dell’equipaggiamento in dotazione a Tomizawa, oltre naturalmente ai filmati della gara. Tramite le registrazioni e le testimonianze dei reponsabili del circuito e della Dorna, la società che organizza il moto mondiale, si cercherà di stabilire le eventuali responsabilità, anche se i socccorsi sono stati tempestivi fin dal primo momento. Una prima approfondita ispezione è stata compiuta ieri mattina dagli agenti della polizia stradale, per verificare se sono state rispettate tutte le norme di sicurezza. Il procuratore capo si domanda se subito dopo il grave incidente, non avrebbe dovuto sventolare la bandiera rossa, e come conseguenza diretta di questo fatto, sospendere la gara. Una domanda che si sono posti in parecchi, soprattutto dopo che è circolata all’interno del circuito la voce che Tomizawa sarebbe stato portato via con l’ambulanza quando era già morto. Intanto sono arrivati in Italia dal Giappone i genitori di Tomizawa, straziati dal dolore per la perdita di un figlio così giovane. Però per riportare a casa la salma del loro caro congiunto, dovranno attendere il permesso dalla procura di Rimini.
Ancora sulla morte di Tomizawa
La morte del pilota giapponese Tomizawa, avvenuta ieri nel circuito di Misano ha suscitato grande dolore e grande commozione fra gli addetti ai lavori e anche fra il pubblico che segue le gare del Gp di motociclismo. La domanda che tutti si pongono è se si si poteva evitare l’incidente accaduto al giovanissimo pilota giapponese, che era considerato dagli addetti ai lavori una grande promessa del motociclismo mondiale. Dopo l’ autopsia, il suo corpo sarà trasportato in Giappone per i funerali.
La morte di Tomizawa, è stata una tragedia che fa parte dell’imprevedibilità del mestiere, questo è quello che pensano gli addetti ai lavori. Però la domanda che viene spontaneo porsi, e quella che concerne il fatto se non era il caso di interrompere lo spettacolo, lo show non deve necessariamnete continuare come si dice in America, in caso di incidenti mortali. il ripsetto della vita umana dovrebbe essere più importante di ogni altra cosa. Un altro dubbio che molti hanno sollevato si riferisce alla questione delle cure mediche, cioè se sono state adeguate alla bisogna quelle prestate subito dopo l’incidente al giovane pilota giapponese.
A queste domande hanno cercato di dare una risposta Franco Uncini ex pilota e responsabile della sicurezza del Misano World circuit, Claude Denis,responsabile della Fim, e Claudio Macchiagodena, responsabile medico del circuito di Misano. Franco Uncini, quando era pure lui pilota, ebbe un incidente analogo a quello capitato a Tomisawa, lottò per un certo mperiodo fra la vita e la morte, poi si riprese bene da quel brutto inicdente. Secondo Franco Uncini, si tratta di un incidente che può capitare, che non è legato in nessun modo alla sicurezza del circuito, ma è stato causato da una serie di errori commessi dal pilota. La morte è stata causata dai tanti traumi subiti dal giapponese, che è stato investito due volte.Traumi che hanno riguardato il torace e l’addomne: ed è su questi punti che Uncini si sofferma. L’obiettivo è quello di migliorare la tecnologia di protezione del corpo, in sostanza rendere più sicure le tute. il dott. Macchiagodena ha anche replicato alle critiche che sono state mosse in merito all’efficacia dei primi soccorsi. Per il dottor Macchiagodena dare la bandiera rossa, cioè interrompere la corsa non avrebbe cambiato niente. Così come si è svolto l’intervento, c’è stata più rapidità di esecuzione a vantaggio del pilota. Il fatto sempre secondo Macchiagodena, che Tomizawa è arrivato tardi al centro medico, è dipeso dal fatto che la rianimazione è cominciata in ambulanza. insomma, lo avrebbero ventilato perchè stava perdendo conoscenza. Alex De Angelis uno dei piloti che lo ha investito senza volerlo, è stato molto scosso da questo episodio, è ancora sotto shock, da un giorno di distanza dal triste episodio.
De profundis per il Rimini Calcio
Tutto è iniziato con la prematura scomparsa di patron Bellavista. L’uomo che con la sua passione aveva portato il club ad un passo dal sogno della serie A. Da lì sono iniziati i problemi, sfociati in una serie di continue delusioni sportive: l’inopinata retrocessione in Lega Pro dopo l’incredibile play-out con l’Ancona, il mancato ritorno in B di questa stagione. Ed ora la notizia più dolorosa per i tifosi biancorossi: il Rimini Calcio non c’è più. O meglio, non ha presentato l’iscrizione al campionato di Lega Pro, paventando una possibile ripartenza dall’inferno della serie D.
Una vera e propria doccia fredda ufficializzata oggi dalla società rivierasca con un comunicato stampa. Nelle ultime settimane l’attuale proprietà -la Cocif- aveva messo in piedi diverse trattative per la cessione del club. Tutte puntualmente fallite. In 4 mesi (la Cocif ha annunciato il suo disimpegno ad inizio marzo) nessuno si è fatto avanti per acquistare un prodotto evidentemente poco appetibile. Troppi i costi, troppe poche le entrate per un club calcistico che non partecipa alla massima serie o alla cadetteria. Addio Rimini Calcio.
E’ Adailton il primo colpo del Cesena
Cesena- E’ Martins Bolzan Adailton il primo botto da A del Cesena di Campedelli. Il club bianconero ha messo le mani sul 33enne carioca, tesserandolo come parametro zero in quanto in scadenza di contratto con il Bologna, club che lascia dopo tre stagioni di militanza. L’attaccante ha firmato un contratto annuale da 450mila euro con opzione sul secondo.
Dopo l’arrivo di Ficcadenti in panchina, inizia così ufficialmente il calciomercato Cesena dell’estate 2010. All’arrivo di Adailton si somma oggi la conferma di Colucci, grande protagonista della cavalcata bianconera verso la A, che ha dichiarato di voler rimanere in Romagna fino alla scadenza del contratto (2011). Ancora nebuloso, invece, il futuro degli oggetti del desiderio di diversi club: Giaccherini, Schelotto e Do Prado. Ravaglia, invece, rientrerà dal prestito per fungere da vice Antonioli.
Romagna in delirio: Cesena in A dopo 20 anni
La notte romagnola si tinge di bianconero. 30 maggio 2010: una data che i tifosi del Cesena non dimenticheranno mai. Dopo 20 anni, il Cavalluccio torna nel Paradiso della serie A. Un’impresa straordinaria, storica, quella della formazione di Bisoli. Capace in sole due stagioni di balzare dalla Lega Pro alla massima serie, dai campi di Legnano e Busto Arsizio a San Siro e l’Olimpico.
La fantastica stagione del Cavalluccio ha avuto ieri degno compimento. I bianconeri hanno fatto il loro dovere a Piacenza (1-0, gol di Parolo), facendo loro l’intera posta in palio. Poi hanno esultato per le splendide notizie giunte da Padova, dove il Brescia è caduto malamente (2-1) facendosi sorpassare all’ultima curva dalla band Bisoli. Dal Garilli è scoppiata la festa bianconera, proseguita al Manuzzi e durata fino a notte fonda.
Un’impresa che ha due nomi e volti: Pierpaolo Bisoli e Igor Campedelli. Ovvero, un tecnico di talento, grintoso, capace di portare un gruppo ben oltre le sue possibilità, e un presidente che ha preso in mano due anni orsono una barca traballante e l’ha portata dove nessuno avrebbe mai pensato ed immaginato. Grazie a loro, il Cesena è tornato GrAnde.
