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Cagliostro è stato assolto
Il giorno 3 agosto, avevamo dato la notizia che il giorno successivo, mercoledi 4 agosto, si sarebbe tenuto sulla piazza principale di Montefiore, un processo popolare sulla figura di Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro, pere molti un truffatore, un cialtrone, per altri l’emblema e il paladino della libertà di pensiero. Nell’ articolo in questione avevamo dato notizie dettagliate sullo svolgimento della serata, spiegando di cosa si trattava e raccontando delle persone che vi partecipavano e qual’e era il loro ruolo nella finzione scenica. Ebbene, il processo a Montefiore c’è stato, in una piazza gremitissima che ha partecipato con passione all’evento, il verdetto che è stato emesso è il seguente: Alessandro conte di Cagliostro, è innocente. L’alchimista. che dopo una vita spesa nelle corti europee fra imbrogli e raggiri, fu condannato dalla Chiesa Cattolica al carcere a vita per eresia e rinchiuso nella fortezza di San Leo, è stato assolto dalla giuria presente al processo a Cagliostro, messo in scena mercoledì sera nella suggestiva piazza della Libertà a Montefiore.
Nonostante tutti i capi di imputazione, alcuni dei quali anche pesanti, la giuria popolare, che ha stilato il verdetto, ha fatto propria la tesi della difesa, cioè che il conte Cagliostro è stato frainteso o osteggiato solo perchè ha avuto il coraggio di andare contro corrente, contro le regole egli usio del suo tempo, allo scopo di perseguire ideali di felicità, al di fuori di ogni tipo di schema o imposizone sociale. Il presidente della giuria Filippo Berselli, non ha potuto fare altro che prendere atto del verdetto popolare di assoluzione emesso dalla giuria. Il conte di Cagliostro è stato assolto, almeno a Montefiore. Da altre parti non sappiamo se lo assolveranno, nel senso che non è una cosa certa.
Le maschere a Montefiore
Da lunedì 2 agosto, l’imponente Rocca Malatestiana di Montefiore Conca, che domina il paese, ospita la mostra Dioniso, una esposizione di maschere d’arte di Giorgio De Marchi. L’ iniziativa nasce e si concretizza all’interno del progetto Un castello per le Arti, che porterà a Montefiore, a metà mese decine di giovani provenienti da tutta Italia, per seguire Workshop di incisione a basso impatto ambientale e i corsi e i corsi di tecniche costruttive per il teatro e la figura, che sarranno tenuti da professionisti di fama internazionale di entrambe le discipline.
Tra questi profesionisti, c’è anche De Marchi, le cui creazioni sono state descritte da Tonino Guerra, come opere che mostrano le nostre facce e raccontano le nostre storie e le nostre emozioni più recondite. Nella mostra, che rimarrà allestita nella piazza d’ Armi, fino a sabato, sono esposte 28 maschere in cuoio, raffiguranti Dionisio e realizzate da De Marchi. Molte maschere vengono impreziosite con copricapi composti dai più svariati materiali, riciclati e pensati come soluzioni innovative.
Cagliostro a processo a Montefiore
La figura di Giuseppe Balsamo, Conte di Cagliostro, fa ancora discutere a più di due secoli dalla sua morte. Morì infatti nel 1795, nella fortezza di San Leo, dove era rinchiuso perchè la chiesa dell’epoca lo condannò dopo averlo sottoposto a un processo per eresia. Per molti fu un cialtrone, un truffatore professionista, per altri la massima espressione della llibertà di pensiero. Nella cella della fortezza di San Leo dove era rinchiuso, si possono trovare tanti mazzi di rose rosse, appoggiati sulla panca della cella, che sono portati di continuo da tanti visitatori che ritengono il conte di Cagliostro un esempio della libertà di pensiero nel nostro paese.
Mercoledì 4 agosto a Montefiore, nella piazza della libertà, ci sarà il processo a Cagliostro, messo in scena dal regista Massimo Martinelli, che tratterà nella rappresentazione teatrale le fasi slienti del processo, nell’ambito dei processi alla storia, rappresentati dall’auditorium della musica di Roma.
Un appuntamento da non perdere per chi ama le rivisitazioni storiche. Gli interpreti sono personaggi fuori dal comune, nel senso che sono persone note, ma non attori professionisti. Il conte Giouseppe Balsamo conte di Cagliostro, sarà interpretato dall’on. Gaetano Pecorella, avv penalista, presidente della commissione bilaterale di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, mentre l’avv. difensore sarà il sen. Domenico Benedetti Valentini, membro della commissione giustizia della camera, attore filodrammatico per hobby. Il dottor Paolo Giovagnoli, assumerà la parte del pubblico ministero, cosa che svolge anche nella vita di tutti i giorni, perchè è il suo lavoro. Presidente della giuria sarà il sen. Filippo Berselli, presidente della commissione giustizia del Senato, nonchè ex sindaco di Montefiore e attualmente pro sindaco. Alla fine del processo il pubblico presente sarà chiamato a esprimere un verdetto di condanna o di assoluzione. Dopo due secoli, la figura del conte di Cagliostro fa ancora parlare di sè.
Montefiore dedica un palas a Muccioli
Vincenzo Muccioli, fondatore delle comunità di San Patrignano, è stato un personaggio che ha sempre fatto discutere, nel bene e nel male per le cose che ha fatto nella sua vita. La sua azione a favore del recupero dei tossico-dipendenti, è sempre stata molto controversa e non soggetta ad una univoca valutazione, c’era gente che lo sosteneva e chi no. Fino a oggi sono 18 le amministrazioni comunali che lo hanno ricordato, intitolandogli una via una piazza o quant’ altro, per ricordare le fasi salienti della sua vita, volta al recupero dei tossico-dipendenti.
Il nuovo palazzetto di Montefiore, sarà dedicato appunto a Vincenzo Muccioli, e verrà inaugurato sabato alle 18 alla presenza del figlio di Vincenzo, Andrea Muccioli, responsabile della comunità di San Patrignano, e di Letizia Moratti, attuale sindaco di Milano, sostenitrice dell’esperienza di San Patrignano, e amica di famiglia da tanto tempo di Vincenzo Muccioli e dei suoi famigliari.
Trattasi della realizzazione e della riqualificazione della palestra comunale, intitolata appunto a Vincenzo Muccioli, e l’adiacente sala polivalente, sorta sulle ceneri dell’ex tipografia Cipriani. Il comune di Montefiore, dopo aver acquistato l’immobile, un emblema della storia e della tradizione del paese, e dopo aver compiuto un lungo e costoso lavoro di ristrutturazione dell’immobile, adesso è in grado di metterlo a disposizione della comunità.
La palestra è vasta 200 metri, e può ospitare partite di pallavolo e di pallacanestro. La sala polivalente può accogliere oltre 600 persone ed essere anche utilizzata per mostre, convegni, sagre, manifestazioni di vario genere, realizzate in sinergia con il teatro e la rocca malatestiana, che si erge imponente e maestosa sopra il grazioso paese della Valconca, che rimane adagiato ai suoi piedi. L’inaugurazione della palestra a Montefiore Conca, intitolata a Vincenzo Muccioli, anticipa di poco il 15° anniversario della morte di Vincenzo Muccioli, che è avvenuta il 19 settembre 1995.
Monte Colombo
Monte Colombo, è un comune di 3.100 abitanti della provincia di Rimini, situato a cavallo fra il Corianese e la Valconca. Si trova infatti in una posizione strategica. E’ in sostanza la porta d’ingresso del riminese e della sua propaggine agricola del Corianese, verso la Valconca, dove si entra in un mondo a parte, composto dalle sue peculiarità culturali e storiche. Si lascia il riminese si entra in una altra dimensione.
Il comune di Monte Colombo è composto di quattro frazioni che sono; Croce, Osteria Nuova, San Savino, Taverna, una frazione popolosa, che si trova v icino a Morciano, sulla strada che da Riccione va verso i primi paesi delle Marche. A San Savino c’è un castello che è quel che rimane di un antico borgo rurale, fortificato alla fine del 400, quando il declino dei Malatesta era una cosa ormai data per scontata e già si preparava la successione al loro dominio. Il paese visse il turbolento periodo dell’ascesa e del repentino declino di Cesare Borgia, l’occupazione della Repubblica di Venezia, il ritorno dello stato Pontificio nel governo del territorio.
. Il castello era posto vicino alla pieve di San Savino, l’antica e ormai scomparsa chiesa del paese, che prima dell’epoca dei vicariati, era la principale di tutto il territorio circostante, Coriano e Montescudo compresi. Tutto questo a partire dal 700 d.c, e sino al 1700. Il castello di San Savino, ha subito un intervento radicale di restauro delle mura perimetrali, su iniziativa dell’allora sindaco Eugenio Fiorini.
Monte Colombo, vanta la presenza nel suo territorio comunale di aziende di eccellenza nel campo della ristorazione, ed una consolidata tradizione eno-gastronomica, con prodotti tipici locali e di qualità. E’ l’altra faccia della provincia di Rimini, non solo turismo balneare, ma una provincia che si completa con la presenza di agriturismi, per dare una dimensione diversificata della nostra riviera, non solo fatta di turismo balneare, ma anche di riscoperta e valorizzazione dell’ entroterra. E ‘una scommessa sulla quale bisogna crederci.
La casata dei Malatesta, ha segnato profondamente il territorio comunale, come del resto quello di quasi tutti i comuni facenti parte della provincia di Rimini. Durante il dominio dei Malatesta, Monte Colombo contava diverse fortificazioni, la rocca di Monte Colombo, che era la principale, la torre difensiva di Croce, la fortificazione di Cà Castellano, posta a valle del castello di Montecolombo, una torre di avvistamento a monte di tale castello, per monitorare la situazione nella vicina Montescudo.
La manifestazione principale che qualifica e distingue Montecolombo nel panorama degli eventi della nostra provincia, è la sagra della trippa e dello strozzaprete, che si svolge ininterrottamente dal 1967. La sagra venne creata e organizzata dall’allora sindaco Lino Magnani con il nome di festa dell’ospitalità. Gestita inizialmente da un apposito comitato festa per Monte Colombo, dal 1970 viene organizzata dall’associazione turistica Pro Loco. Si è svolta nel week end della scorsa settimana.
Con tale decisione, gli organizzatori decisero di mettere in evidenza maggiormente l’elemento eno-gastronomico, andando a valorizzare un piatto tipico e raro. Dai primi anni ’90 la manifestazione ha assunto il nome attuale. La manifestazione conta ogni anno, nei giorni del suo svolgimento, circa 15.000 presenze, e si è consolidata come uno tra i più famosi e conosciuti e frequentati eventi della provincia di Rimini. La sagra valorizza l’enologia e la gastronomia della Romagna, oltre che il patrimonio storico, culturale e ambientale di Monte Colombo. Oggi la sagra è diventata un evento arricchito di iniziative di carattere storico-culturale, legate anche alla riscoperta della civiltà contadina. Essa punta notevolmente alla valorizzazione del contesto di svolgimento, nella fattispecie la rocca Malatestiana di Monte Colombo.
