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Rimini:imu, stangata su alberghi bar e negozi
Sta destando una forte preoccupazione a Rimini l’attesa stangata derivata dall’ introduzione dell’ Imu, che presumibilmente si abbatterà come una valanga sugli albergatori e sugli esercenti riminesi. In questo modo, imprenditori e esercenti potrebbero ritrovarsi a pagare il doppio dell’Ici versata lo scorso anno. Per fare un esempio, una struttura con 40 o 50 camere passerebbe dai 7000 euro versati finora, ai 12.000 euro che si dovrebbero pagare con l ‘introduzione dell’Imu. La Confesercenti lancia un grido di allarme, perchè secondo l’associazione, sarebbero a rischio le piccole imprese e di conseguenza anche l’occupazione. Secondo Marina Lappi, presidente di promozione alberghiera, molte imprese rischierebbero di saltare anche acausa dell’ ‘applicazione della tassa di soggiorno, prevista a Rimini dal prossimo ottobre, alla quale Riccione ha detto no. La stangata riguarda anche negozi, bar e ristoranti e non risparmia neppure gli artigiani. Il grido di dolore, di risorgimentale memoria, arriva da Confesercenti che si appella ai comuni della provincia di Rimini affinchè stimolino una politica di contenimento a livello delle aliquote, prendendo in considerazione la situazione in cui si trovano le piccole imprese, che potrebbero non sopportare più ulteriori oneri rischiando l’uscita dal mercato e anche gravi perdite per quanto riguarda il settore occupazionale.
Rimini: il comune pensa a rincari per i parcheggi
Problemi seri, cavoli amari come si dice usando un linguaggio un pò colorito, per gli automobilisti riminesi. E’ in arrivo una nuova stangata fatta apposta per loro. Dal mese di maggio sarà il Comune di Rimini a regolamentare la sosta, che negli ultimi quindici anni è stata affidata all’agenzia della mobilità. Si prevede un rincaro delle tariffe, specialmente per chi parcheggerà la propria vettura nella zona mare. Il piano è stato discusso oggi martedi 27 marzo a Palazzo Garampi, sede del comune di Rimini, per cui non ci sono ancora cifre e notizie ufficiali sui parcheggi a pagamento che d’ora in avanti saranno gestiti direttamente dai comuni. Per quanto riguarda gli stalli blu che sono situati sul lungomare, l’ipotesi al vaglio della giunta è quella di aumentare il costo di uno a due euro l’ora. L’ amministrazione comunale vuole però venire incontro alla tasche e alle esigenze economiche dei riminesi, studiando formule vantaggiose per chi sceglie l’abbonamento o chi invece preferisce ricorrere al pagamento a forfait. Si parla di circa 3500 stalli, a mare della ferrovia, e di 2300 in centro storico e d’intorni, dove attuaalmente i prezzi toccano 1 euro e 50 all’ora. Con la gestione diretta dei parcheggi a pagamento, il comune punta a uniformare le tariffe, individuandone 3 o 4 diverse per la città, compresi gli stalli sul lungomare e gli altri stagionali. Intanto, tramite un questionario realizzato su un campione di 356 commercianti, che corrispondono circa il 20% delle attività non stagionali presenti sul territorio, questionario a cura della lista civica Rimini per Rimini, si è scoperto che per gli esercenti riminesi i parcheggi e la viabilità sono un disagio ancora più sentito di quelli relativi ad ordine pubblico e sicurezza, perchè a loro parere rappresenterebbero un vero e proprio ostacolo nell’esercizio della loro attività.
Continua la polemica fra Federfarma e l’ Asl di Rimini
Continua la velenosa polemica senza esclusione di colpi, a distanza fra Federmarma è il direttore generale dell’Asl di Rimini, dottor Marcello Tonini, che replicando a Federfarama in merito alla serrata delle farmacie programmata per il 2 di aprile, avrebbe dichiarato che la distribuzione diretta dei farmaci da parte dell’ Asl avrebbe costi minori rispetto al servizio erogato dalle farmacie. Federfarma ha inteso con un comunicato urgente replicare alle affermazioni del direttore generale dell’Asl dottor Marcello Tonini, dicendo che la distribuzione dei farmaci attraverso le farmacie del territorio non è più costosa di quella effettuata attraverso le strutture ospedaliere offrendo anche un miglior servizio al cittadino. Secondo Federfarma, “Il dottor Tonini, confonde due aspetti totalmente diversi: il servizio farmaceutico sul territorio che è di esclusiva competenza delle farmacie, non ha nulla a che vedere con la liberalizzazione delle farmacie, nè con la vendita al pubblico dei farmaci a pagamento. A meno che l’Asl di Rimini non intenda sostituirsi all’intera rete delle farmacie territoriali. La replica di Tonini- continua il comunicato-, è più che altro ideologica e politica, diretta solo ad attaccare il ruolo sociale della farmacia… esiste un accordo in materia di distribuzione di farmaci attraverso le farmacie firmato dall’ assessorato regionale il quale siglandolo ne ha ben compreso la convenienza e i vantaggi. I dati dimostrano che lo spreco di risorse e i costi sono maggiori se il servizio viene erogato direttamente dalle strutture pubbliche. Perchè solo a Rimini, si chiede Federfarma, dovremmo confidare nelle stravaganti strategie organizzative del nostro direttore generale dell’Asl?.”.
Serrata delle farmacie a Rimini il 2 Aprile
Le farmacie private della provincia di Rimini hanno proclamato la serrata per il giorno 2 aprile. Per Federfarma di Rimini, che tutela gli interessi delle farmacie collocate nella provincia di Rimini, l’ASL di Rimini avrebbe violato l’accordo regionale. E’ stato altresì chiesto all’Asl di Rimini, un risarcimento danni per mancati ricavi pari circa a 3.300.000 euro. Tutte le farmacie private della provincia di Rimini rimarranno chiuse in segno di protesta contro la direzione generale dell’Asl di Rimini, per l’atteggiamento ostile nei confronti delle farmacie private teritoriali a causa della massiccia distribuzione diretta dei farmaci che viene effettuata attraverso le strutture ospedaliere. Con questo modo di procedere, secondo Federfarma di Rimini, saranno fortemente penalizzate e indebolite soprattutto le farmacie rurali, che operano nelle aree più disagiate della nostra provincia. Secondo Federfarma questo mfatto porta a un peggioramento del servizio erogato ai cittadini, perchè saranno obbligati a rinuciare all’utilizzo della loro farmacia di fiducia, più vicina e comoda, per recarsi a ritirare i farmaci presso le strutture ospedaliere con maggiore perdita di tempo e maggiori spese. E’ la prima volta che succede a Rimini una cosa del genere.
Aeroporto di Rimini a rischio chiusura
Si addensano le nubi sui cieli degli aeroporti emiliano romagnoli, nella fattispecie per gli scali di Parma, Forlì, Rimini, percorrendo la via Emilia da nord verso sud. L’Enac, l’ente nazionale aviazione civile, ha classificato i rispettivi aeroporti, il Verdi, il Ridolfi e il Fellini, come aeroporti di servizio, ovvero di quarta e ultima fascia e in quanto tali giudicati non indipensabili alla prossima riorganizzazione del sitema nazionale. Questo tipo di aeroporti, che serve un basso numero di passeggeri e vive di finanziamenti pubblici, rischia di essere ridimensionato o chiuso. A sopravvivrere sarebbe solo lo scalo di Bologna, che rientra fra i 13 aeroporti strategici che svolgono un ruolo vitale e possono dunque ottenere 11 miliardi di risorse pubbliche per potenziare le loro infrastrutture. Se il piano nazionale degli aeroporti redatto dal ministero dei trasporti, dovesse diventare operativo, lo scalo di Rimini insieme agli altri 18 definiti di servizio, ha tre anni di tempo, per risanare i bilanci e rendere sostenibili le gestioni, senza contare come avviene adesso sui trasferimenti di risprse pubbliche. Se il Fellini produrrà utili, lo scalo riminese potrà ricorrere a capitali privati, senza oneri da parte del contribuente, altrimenti rischierà la chiusura, nonostante Rimini si trovi al centro di un polo turistico di fama internazionale, con un numero di passeggeri in costante aumento, con il possibile collegamento con i servizi ferroviari. Se ci fossero dei problemi allo scalo di Rimini, sarebbe un problema per il nostro turismo.
