Archivio di aprile 2012

Accusa di falsa testimonianza per il padre di Anna Falchi

Questa notizia la diamo perchè indirettamente coinvolge la nota attrice Anna Falchi, molto nota dalle nostre parti, madre di una bambina avuta dall’imprenditore riccionese Denny Montesi, figlio di Gastone Montesi, ex presidente della Rimini Calcio.  Il papa della Falchi, l’antiquario Benito Falchi, di anni 71,  deve rispondere del reato di falsa testimonianza, in quanto indagato dalla procura di Rimini in seguito all’esposto di un medico riminese che  colleziona opere d’arte, in casa del quale i carabinieri durante una perquisizione nel 2001, trovarono la cena di Emmaus, su tela del XXVII secolo, un quadro di Bernardo Strozzi, pittore del ’600 detto Cappuccino. Secondo il ministero dei beni culturali il dipinto sarebbe quello trafugato nel 1982 da una chiesa a Valli Mocenighe, nel Padovano, quindi detenuto in modo improprio dla medico riminese, che nel 2004 venne prosciolto da ogni accusa rientrando così in possesso dei propri beni. Non avendo avuto ragione nel procedimento penale, il ministero non si è arreso e ha intentato una causa civile, pretenedendo la restituzione del quadro di Strozzi. Ed è a questo punto che il pofessionista riminese ha chiamato in causa il babbo dell’attrice e show-girl italo-finlandese, presentando la matrice di un assegno di 4 mila euro dato  pagamento all’antiquario 71 anne per l’acquisto del dipinto. Chiamato a testimoniare a Bologna, Falchi ha però disconosciuto la firma sulla matrice dell’assegno, sostenendo di non  aver mai avuto e commercializzato uno Strozzi, che tra l’altrro, secondo il padre della Falchi, avrebbe avuto un valore superiore ai 4.000 euro.  A smentire però il Falchi, è stata la perizia calligrafica disposta dalla procura di Rimini, che ha riconosciuto l’autenticità della firma di Falchi sulla matrice dell’assegno. Durante la prima udienza, che si è tenuta mercoledì 4 aprile, l’antiquario ha infine ammesso di aver avuto rapporti commerciali col medico riminese e di aver disconosciuto la firma perchè gli era sato chiesto se quell’assegno era riferibile ad uno Strozzi, tela che sostiene non avere mai tratatto.

E’ passato l’inverno, le tartarughe tornano in mare

Sono approdate finalmente di nuovo nel mare, le tartarughe curate al centro di recupero tartarughe marine per l’Adriatico, uno dei più importanti e attivi di tutta la costa Adriatica, gestito dalla fondazione Cetacea di Riccione. Con l’aumento della temperatura del mare, i volontari della fondazione hanno potuto finalmente liberare le tartarughe, salite nel numero di 34 contro una capienza di 18; si è trattato di un sovraffollamento e che ha creato non pochi problemi di gestione da parte di biologi, veterinari, naturalisti e volontari che da anni offrono il loro prezioso contributo per tutelare l’ecosistema marino. Salvate grazie a un periodo di adeguata degenza riabilitativa, le prime tartarughe sono state rilasciate venerdì 6 aprile alla Nuova Darsena di Rimini, di fronte alla sede dei Volontari soccorso in mare, mentre sabato 7 aprile altre tartarughe sono sono state rimesse in mare al porto di Cattolica, davanti la circolo Anmi, alle 9.30 e in collaborazione con la capitaneria di porto alla 10.30. Le tartarughe marine, in cura presso il centro di recupero, vengono di solito rinvenute lungo le coste dell’Emilia Romagna e delle Marche. Il più delle volte questi esemplari di fauna marina si spiaggiano perchè ammalati o feriti, oppure sono stati pescati nelle reti. Dopo il ritrovamento, grazie alla collaborazione dei privati, pescatori, volontari e grazie al contributo di capitaneria di Porto, Guardia forestale e altre forze dell’ordine, gli animali giungono in ospedale per essere curati e successivamente restituiti al mare, previa marcatura.

Rimini:wi-fi gratis in spiaggia e in città

Il comune di Rimini ha in testa di dotare le zone più frequentate dai turisti dell’accesso gratuito a Internet, tra le quali la spiaggia e il centro storico. E’ l’obiettivo su cui punta il progetto ” Rimini wifi”, promosso dal comune di Rimini, che garantirà la navigazione web gratuita nelle aree di interesse pubblico, turistico e culturale del capoluogo romagnolo. Il bando elaborato sull’esempio di lacune città quali Bologna, Ravenna, Bergamo, Modena e Roma, sarà pubblicato nei prossimi giorni. Il comune cercherà un operatore telefonico per dotare la città di una connettività che sia capace di garantire un servizio, gratuito e di alto livello, senza alcun onere finanziario per le casse comunali.  Non potendo essere titolare di reti di telecomunicazione  nel sostenere finanziariamente iniziative di operatori privati, il Comune metterà a disposizione dell’operatore in comodato d’uso, degli spazi per l’installazione di apparati funzionali allo sviluppo del progetto. Gli esercizi privati potranno acquistare il Kit connectivit di accesso alla rete e convenzionare il proprio locale. L’idea è quella di creare un progetto integrato, permettendo l’accesso su tutto il territorio tramite le stesse credenziali previste dal sistema regionale Federa, nome utente e password. Nel bando, le aree di interesse per la copertura della rete wi-fi sono suddivise in aree di interesse pubblico, commerciale, aree liberamente proposte dall’operatore e tra queste la spiaggia, che si colloca come snodo cruciale  per la rete, per il potenziale di utenti che potrebbe navigare in Internet sotto l’ombrellone nel periodo estivo. Accolto con entusiasmo dagli operatori balneari, il wi-fi potrebbe arrivare sulla costa già entro la fine della primavera, mentre nel resto del territorio il progetto si dovrebbe completare entro, l’autunno prossimo.

I bagnini smontano campi e pedane

La magistratura riminese sta adottando una linea dura per quanto riguarda gli abusi effettuati su area demaniale e questo fatto sta facendo tremare gli operatori balneari riminesi, molti dei quali, pur di non pagare le cifre chieste dal comune di Rimini, hanno deciso di smantellare i campi da bocce e di beach volley, pedane, campi da basket, palme e aiuole, parcheggi per bici e moto. Insomma i bagnini riminesi stanno smantellando tutti quei servizi offerti fino a questo momento, che andranno probabilmente rimossi una volta che verrà applicato il nuovo piano spiaggia. Nonostante sia stato fumato il calumet della pace, tra l’amministrazione comunale e i bagnini, con la promessa di un ribasso delle tariffe rispetto alla previsione iniziale, strutture come i campi di bocce, fiore all”occhiello della riviera romagnola, potrebbero non esistere più, se il tariffario della sanatoria non sarà considerato ragionevole dagli operatori. Se inizialmente si era ipotizzato un costo medio di almeno 40.000 mila euro per mettersi in regola, ora si profilano costi differenziati da manufatto a manufatto, tutto questo a discrezionalità dell’amministrazione comunale. Tra le ipotesi al vaglio della giunta comunale di Rimini, c’è quella di costituire dei costi forfettari o di non includere tra le somme dovute alcune tipologie d’opera, come le piante, per una palma il tariffario iniziale prevedeva 500 euro.

Rimini:imu, stangata su alberghi bar e negozi

Sta destando una forte preoccupazione a Rimini l’attesa stangata derivata dall’ introduzione dell’ Imu, che presumibilmente si abbatterà come una valanga sugli albergatori e sugli esercenti riminesi. In questo modo, imprenditori e esercenti potrebbero ritrovarsi a pagare il doppio dell’Ici versata lo scorso anno. Per fare un esempio, una struttura con 40 o 50 camere passerebbe  dai 7000 euro versati finora, ai 12.000 euro che si dovrebbero pagare con l ‘introduzione dell’Imu. La Confesercenti lancia un grido di allarme, perchè secondo l’associazione, sarebbero a rischio le piccole imprese e di conseguenza anche l’occupazione. Secondo Marina Lappi,  presidente di promozione alberghiera, molte imprese rischierebbero di saltare anche  acausa dell’ ‘applicazione della tassa di soggiorno, prevista a Rimini dal prossimo ottobre, alla quale Riccione ha detto no. La stangata riguarda anche negozi, bar e ristoranti e non risparmia neppure gli artigiani. Il grido di dolore, di risorgimentale memoria, arriva da Confesercenti che si appella ai comuni della provincia di Rimini affinchè stimolino una politica di contenimento a livello delle aliquote, prendendo in considerazione la situazione in cui si trovano le piccole imprese, che potrebbero non sopportare più ulteriori oneri rischiando l’uscita dal mercato e anche gravi perdite per quanto riguarda il settore occupazionale.

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