Archivio di marzo 2012

Rimini: il comune pensa a rincari per i parcheggi

Problemi seri, cavoli amari come si dice usando un linguaggio un pò colorito, per gli automobilisti riminesi. E’ in arrivo una nuova stangata fatta apposta per loro. Dal mese di maggio sarà il Comune di Rimini a regolamentare la sosta, che negli ultimi quindici anni è stata affidata all’agenzia della mobilità. Si prevede un rincaro delle tariffe, specialmente per chi parcheggerà la propria vettura nella zona mare. Il piano è stato discusso oggi martedi 27 marzo a Palazzo Garampi, sede del comune di Rimini, per cui non ci sono ancora cifre e notizie ufficiali sui parcheggi a pagamento che d’ora in avanti saranno gestiti direttamente dai comuni. Per quanto riguarda gli stalli blu che sono situati sul lungomare, l’ipotesi al vaglio della giunta è quella di aumentare il costo di uno a due euro l’ora. L’ amministrazione comunale vuole però venire incontro alla tasche e alle esigenze economiche dei riminesi, studiando formule vantaggiose per chi sceglie l’abbonamento o chi invece preferisce ricorrere al pagamento a forfait. Si parla di circa 3500 stalli, a mare della ferrovia, e di 2300 in centro storico e d’intorni, dove attuaalmente i prezzi toccano 1 euro e 50 all’ora. Con la gestione diretta dei parcheggi a pagamento, il comune punta a uniformare   le tariffe, individuandone 3 o 4 diverse per la città, compresi gli stalli sul lungomare e gli altri stagionali. Intanto, tramite un questionario realizzato su un campione di 356 commercianti, che corrispondono circa il 20%  delle attività non stagionali presenti sul territorio, questionario a cura della lista civica Rimini per Rimini, si è scoperto che per gli esercenti riminesi i parcheggi e la viabilità sono un disagio ancora più sentito di quelli relativi ad ordine pubblico e sicurezza, perchè a loro parere rappresenterebbero un vero e proprio ostacolo nell’esercizio della loro attività.

Continua la polemica fra Federfarma e l’ Asl di Rimini

Continua la velenosa polemica senza esclusione di colpi, a distanza fra Federmarma è il  direttore generale dell’Asl di Rimini, dottor Marcello Tonini, che replicando a Federfarama in merito alla serrata delle farmacie programmata per il 2 di aprile, avrebbe dichiarato che la distribuzione diretta dei farmaci da parte dell’ Asl avrebbe costi minori rispetto al servizio erogato dalle farmacie. Federfarma ha inteso con un comunicato urgente replicare alle affermazioni  del direttore generale dell’Asl dottor Marcello Tonini, dicendo che la distribuzione dei farmaci attraverso le farmacie del territorio non è più costosa di quella effettuata attraverso le strutture ospedaliere offrendo anche  un miglior servizio al cittadino. Secondo Federfarma, “Il  dottor Tonini, confonde due aspetti totalmente diversi: il servizio farmaceutico sul territorio che è di esclusiva competenza delle farmacie, non ha nulla a che vedere con la liberalizzazione delle farmacie, nè con la vendita al pubblico dei farmaci a pagamento. A meno che l’Asl di Rimini non intenda sostituirsi all’intera rete delle farmacie territoriali. La replica di Tonini- continua il comunicato-, è più che altro ideologica e politica, diretta solo ad attaccare il  ruolo sociale della farmacia… esiste un accordo in materia di distribuzione di farmaci attraverso le farmacie firmato dall’ assessorato regionale il quale siglandolo ne ha ben compreso la convenienza e i vantaggi. I dati dimostrano che lo spreco di risorse e i costi sono maggiori se il servizio viene erogato direttamente dalle strutture pubbliche. Perchè solo a Rimini, si chiede Federfarma, dovremmo confidare nelle stravaganti strategie organizzative del nostro direttore generale dell’Asl?.”.

Serrata delle farmacie a Rimini il 2 Aprile

Le farmacie  private della provincia di Rimini hanno proclamato la serrata per il giorno 2 aprile. Per Federfarma di Rimini, che tutela gli interessi  delle farmacie collocate nella provincia di Rimini, l’ASL di Rimini avrebbe violato l’accordo regionale. E’ stato altresì chiesto all’Asl di Rimini, un risarcimento danni per mancati ricavi pari circa a 3.300.000 euro. Tutte le farmacie private della provincia di Rimini rimarranno chiuse in segno di protesta  contro la direzione generale dell’Asl di Rimini, per l’atteggiamento ostile nei confronti delle farmacie  private teritoriali a causa della massiccia distribuzione diretta dei farmaci che viene effettuata attraverso le strutture ospedaliere. Con questo modo di procedere, secondo Federfarma di Rimini, saranno fortemente penalizzate e indebolite soprattutto le farmacie rurali, che operano nelle aree più disagiate della nostra provincia. Secondo Federfarma questo mfatto porta a un peggioramento del servizio erogato ai cittadini, perchè saranno obbligati a rinuciare all’utilizzo della loro farmacia di fiducia, più vicina e comoda, per recarsi a ritirare i farmaci presso le strutture ospedaliere  con maggiore perdita di tempo e maggiori spese. E’ la prima volta che succede a Rimini una cosa del genere.

Aeroporto di Rimini a rischio chiusura

Si addensano le nubi sui cieli degli aeroporti emiliano romagnoli, nella fattispecie per gli scali di Parma, Forlì, Rimini, percorrendo la via Emilia da nord verso sud. L’Enac, l’ente nazionale aviazione civile, ha classificato i rispettivi aeroporti, il Verdi, il Ridolfi e il Fellini, come aeroporti di servizio, ovvero di quarta  e ultima fascia  e in quanto tali giudicati non indipensabili alla prossima riorganizzazione del sitema nazionale. Questo tipo di aeroporti, che serve un basso numero di passeggeri e vive di finanziamenti pubblici, rischia di essere ridimensionato o chiuso. A sopravvivrere sarebbe solo lo scalo di Bologna, che rientra fra i 13 aeroporti strategici che svolgono un ruolo vitale e possono dunque ottenere 11 miliardi di risorse pubbliche per potenziare le loro infrastrutture. Se il piano nazionale degli aeroporti redatto dal ministero dei trasporti, dovesse diventare operativo, lo scalo di Rimini insieme agli altri 18 definiti di servizio, ha tre anni di tempo, per risanare i bilanci e rendere sostenibili le gestioni, senza contare come avviene adesso sui trasferimenti di risprse pubbliche. Se il Fellini produrrà utili, lo scalo riminese potrà ricorrere a capitali privati, senza oneri da parte del contribuente, altrimenti rischierà la chiusura, nonostante Rimini si trovi al centro di un polo turistico di fama internazionale, con un  numero di passeggeri in costante aumento, con il possibile collegamento con i servizi  ferroviari. Se ci fossero dei problemi allo scalo di Rimini, sarebbe un problema per il nostro turismo.

Spiagge aperte di sera: Gnassi ci sta pensando

Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi sta pensando seriamente di aprire le spiagge anche alla sera, dalle ore 18 alle ore 23, per ampliare e allargare l’offerta turistica della nostra riviera e nella fattispecie, quella della città di Rimini. La legge 21, pubblicata sul primo numero della gazzetta ufficiale del 2 gennaio 2012, estende anche all’arenile le liberalizzazioni già varate nel commercio, permettendo in questa maniera di non imporre limiti di orario o di attività sulle spiagge, rendendo così possibile il prolungamento della movida notturna. Il sindaco di Rimini Gnassi, sta pensando ad aree ad hoc, attrezzate per ospitare dj set che possano rianimare la spiaggia in quelle ore in cui è più deserta, ovvero dalle 18 alle 23. E’ il progetto che ha in testa il sindaco Gnassi, che anticiperebbe la rivoluzione che deriverà dal decreto sulle liberalizzazioni, al quale stanno già lavorando i tecnici comunali di Rimini.  Sebbene nessuno si sbilanci ancora su un progetto che è ancora in gestazione, l’idea piace già a Marco Mussoni, responsabile provinciale Cna bagnini, che però ritiene fondamentale l’unione degli operatori, perchè da soli i costi di questi eventi, diventerebbero insostenibili. Scettico sull’iniziativa è invece Giorgio Mussoni, di Oasi Confartigianato, che sottolinea il fatto che la funzione della spiaggia è legata al concetto di balneazione e che i bagnini riminesi non avrebbero nessun interesse ad aprire la spiaggia anche di notte. L’assessore provinciale al turismo Fabio Galli, da sempre sostenitore della spiaggia aperta anche la notte, ci vede invece una buona opportunità di sviluppo, di ricchezza e di promozione dell’intero tessuto socioeconomico della nostra riviera in particolare della provincia di Rimini. Sempre secondo l’assessore Galli, la fruizione della spiaggia che ora è proibita, permetterebbe di rilanciare anche il turismo giovanile, inventando così una stagione che dura 11 mesi all’anno.

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