Archivio di agosto 2011

Le fogne finiscono in tribunale

La Procura della Repubblica di Rimini, ha aperto un’ indagine contro persone che sono ancora da identificare sulla questione dell’emergenza degli scarichi fognari a Rimini. Sono stati altresì sequestrati documenti negli uffici comunali  e nella sede di Hera. Ieri mattina la stazione navale della guardia di Finanza di Rimini, ha effettuato, su delega della Procura di Rimini, un sequestro probatorio di materiali inerenti gli scarichi fognari, presso gli uffici della direzione infrastrutture, mobilità e ambiente del comune di Rimini e negli uffici di Hera. L’indagine è condotta dai sostituti procuratori della Repubblica  Davide Ercolani e Stefano Celli e da Gemma Gualdi, in qualità di procuratore facente funzioni. Il problema degli scarichi fognari a Rimini si trascina dalla biblica notte dei tempi, prima o poi doveva accadere che questa cosa finisse in procura. Le ipotesi di reato contenute nel fascicolo che è stato aperto, sono lesioni personali colpose, getto pericoloso di cose, epidemia, delitti colposi contro la salute pubblica. La procura della Repubblica di Rimini in sostanza vuole capire se le aperture degli scolmatori sono state effettuate solo in casi di emergenza, se sono stati rispettate le normative europee, se i divieti di balneazione sono stati comunicati in un modo adeguato, se negli anni sono state prese le misure necessarie per  arginare il fenomeno e infine su come sono stati utilizzati i finanziamenti. L’ amministrazione comunale nel frattempo ha rilasciato un comunicato in cui assicura alla procura della Repubblica di Rimini il pieno apporto e la propria fattiva collaborazione. Gli inquirenti sostengono di avere raccolto diverse sollecitazioni da cittadini e turisti; ma il motivo vero per cui è partita l’inchiesta è da ricercare in un recente caso di infezione attribuito a un bagno in mare.

Sagre
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