Archivio di settembre 2010

L’ultimo saluto a Edmeo Lugaresi

Se ne andato un grande romagnolo. E’ questa la sintesi felice che ha fatto il parroco Pier Luigi Tonelli, nell’omelia dedicata alla figura del presidente onorario del Cesena Edmeo Lugaresi, che è stato presidente della società bianconera dal 1980, quando subentrò a suo zio Dino Manuzzi, fino al 2002, quando cedette la società a suo figlio Giorgio Lugaresi. Un Migliaio di persone si sono ritrovate ieri al duomo di Cesena, per dare l’ultimo saluto ad Edmeo Lugaresi. Persone comuni, tifosi e come è logico che fosse, l’intera famiglia bianconera, hanno partecipato con commozione al rito funebre officiato da Don Pier Luigi Tonelli.

Era presente tutta la famiglia del Cesena di oggi e di ieri, Bolchi, Cavasin, Castori, Rizzitelli, Fontana, Bianchi, Hubner, Salvetti, Cera, Rino Foschi, che hanno voluto testimoniare il loro dolore  alla famiglia per la perdita del loro caro Edmeo. Erano presenti alla funzione  anche i rappresentanti delle altre squadre romagnole, come il Ravenna che era  presente con il presidente Gianni Fabbri e il direttore sportivo Giorgio Buffone,  i due Rimini, che erano rispettivamente rappresentati da Danilo Chiodi e Paolo Bravo, Ac Rimini e da Gastone Montesi, in rappresentanza del Real Rimini. Anche le grandi del calcio piangono il romagnolo patron di una piccola società che però si faceva rispettare.  Inter, Juventus e Milan si sono ricordate di Edmeo Lugaresi. Assieme  a loro la Lega Calcio. Lo hanno fatto con quattro distiniti necrologi, sulla Gazzetta dello Sport, il giornale sportivo più diffuso in Italia.

Il parroco nella sua omelia  ha dipinto Lugaresi come una delle espressioni più belle  e più riuscite del genio romagnolo, un uomo che con tenacia carisma e ingegno, è riuscito a raggiungere vette di eccellenza nell’imprenditoria come nello sport. Edmeo Lugaresi riposerà nel cimitero urbano di Cesena dove è sepolta anche la moglie Anna scomparsa il 6 maggio scorso. Carisma e genialità, questo era Edmeo Lugaresi.

Voglia di Rimini

A Rimini il calcionon è morto, questo è il dato più confortante che si evince dalla buona presenza di pubblico che era sugli spalti domenica ad assistere al derby fra AC Rimini 1912 e Real Rimini. 2011 i paganti più i 1350 abbonnati della società di Biagio Amati, praticamente un pubblico da serie B per squadre come Cittadella e Portogruaro. Oggi abbiamo due società a Rimini, il rapporto delle preferenze della tifoseria è questo: il 90% della tifoseria biancorossa è rimasta fedele alla società di Biagio Amati, che è considerata la discendente della Cocif, e il restante 10% invece è sostenitore del Real Rimini. Il Rimini 1912, ha fatto quest’anno più abbonati della vecchia Rimini Calcio dell’anno scorso, 1350 contro 1.154 dello scorso anno. Questo è un chiaro segnale che a Rimini c’è ancora voglia di calcio, per il momento ci dobbiamo accontentare della categoria, che è quella che è, ma a volte è un bene ripartire da capo, per fare un salutare bagno di umiltà. I motivi del ritiro della Cocif restano ancora sconosciuti, si poteva salvare la squadra così com’era, ma si vede che doveva andare così.

Partire dai dilettanti ha anche i suoi vantaggi, se guardiamo il bicchiere mezzo pieno, infatti domenica c’erano 15 ragazzi di Rimini in campo, distribuiti fra le due squadre. Si ha l’impressione che il disimpegno della Cocif sia stata stato una cosa pilotata, che in fondo si è ritenuto più opportuno ripartire dalla serie D, per ridurre i costi e per valorizzare il vivaio. Niente voli pindarici, siamo in D, il dato positivo che dobbiamo cogliere è che il calcio a Rimini non è morto e che nonostante tutto la gente continua ad andare allo stadio. E’ un buon viatico su cui ripartire.

Le romagnole nel Cnd

Vediamo un pò come è andata la domenica delle romagnole che partecipano la campionato nazionale CND, nella fattispecie nel girone F. L’ altra romagnola il Russi, milita nel Cnd giorne D, ha 6 punti in classiifca frutto di 2 vittorie e di 2 sconfitte.  Seconda sconfitta casalinga consecutiva per il Forlì, che dopo la debacle con il Cesenatico,  ha perso anche ieri fra le mura amiche contro la squadra abruzzese del Luco Canistro per 2 a 1. Il Morgagni sta diventando terra di conquista per tutte quelle che squadre che sono in crisi e che hanno bisogno di rilanciarsi, così è stato per il Cesenatico, come ieri per il Luco Canistro. L’allenatore Attilio Bardi è seriamente preoccupato della piega che ha preso il campionato del Forlì, tanto da abbassare subito i toni che potrebbero riguardare eventuali voli pindarici riferiti a eventuali salti di categoria, parlando esplicitamente di salvezza. Il Forlì in classifica ha 7 punti, frutti  di 2 vittorie un pareggio e 2 sconfitte.

Buon pareggio del Cesenatico, a Civitanova Marche contro la Civitanovese, un buon punto che fa classifica e morale. La squadra di patron Bagnolini deve ringraziare saracinesca Di Leo, il portiere del Cesenatico, che ha disputato un’ottima partita. Il Cesenatico in classifica ha 4 punti, che sono la risultanza di 1 vittoria un pareggio e 3 sconfitte.

Il Santarcangelo torna a mani vuote dall’ Abruzzo, dove ha perso 1 a 0 in quel di Miglianico, la squadra allenata dellex centrocampista del Rimini Mario Donatelli. Nonostante la superiorità tecnica dimostrata per tutta la gara, la squadra clementina è uscita sconfitta per 1 a 0 grazie  a  un calcio di rigore. In classifica il Santarcangelo ha 7 punti cioè 2 vittorie 1 pareggio e 2 sconfitte.

E veniamo adesso al derby di Rimini, fra l’AC RIMINI 1912 e IL REAL RIMINI. Ha vinto l’AC Rimini 1912, per 2 a 0, con i gol di Baldazzi e Onescu.  Il Rimini di Amati ha meritato complessivamente la vittoria, anche  se ha avuto tre grosse occasioni dopo il primo gol dell’AC,  ma il baby portiere Semprini appena 16enne si è opposto alla grande ai tentativi messi in atto dal Real. La situazione in classifica delle due squadre è la seguente: AC Rimini 1912, punti 10 frutto di 3 vittorie 1 pareggio 1 sconfitta. Real Rimini punti 5 frutto di 1 vittoria 2 pareggi e 2 sconfitte. L’incontro si è disputato alla presenza di un numeroso pubblico quasi 3500 persone, un pubblico da categoria superiore.

Il calcio a mezzogiorno

Quest’anno nel campionato di calcio di serie A è stata introdotta una novità; ogni domenica un partita si giocherà a mezzogiorno. Ieri è toccato anche al Cesena, che ha giocato a mezzogiorno contro il Napoli, partita che il Cesena ha perso per 4 a 1.

Il calcio ormai non è solo un evento sportivo, ma anche un evento sociale e  economico nel senso vero e proprio del termine, è diventato una potente macchina che fattura più di un miliardo di euro all’anno. Finora gli esperimenti fin qui ffettuati sono sempre stati stigmatizzati dal pubblico, dalla stampa  e perfino dalla Chiesa Cattolica.  Monsignor Carlo Mazza, ha recentemente dichiarato, su tutti i media, che il calcio per tutto il weekend, altera il senso delle festività.La Lega in accordo con i club, per ottenere maggiori fondi, ha venduto i diritti televisivi alle maggiori emittenti come in Germania nella Bundislega e nella Premier League, cioè suddividere le partite in tre-quattro giorni e non solo. La partita a mezzogiorno, ha modificato di molto le abitudini degli sportivi, alcuni sono favorevoli, perchè in pratica libera un pomeriggio da dedicare a altre cose, altri invece rimangono su posizioni più conservatrici, preferendo l’organizzzazione della domenica come era prima che entrasse in vigore la novità dell partita  mezzogiorno. Che ha cambiato anche le abitudini alimentari dei calciatori che in questo modo devono mangiare di mattina presto. All”inizio questa cosa ha creato dei disagi per come erano abituati a alimentarsi prima dell’introduzione del calcio a mezzogiorno, però con tutti i soldi che prendono, uno sforzo per abituarsi velocemente alla cosa potrebbero pure farlo.

Lo spreco di risorse

Ieri c’è stato il primo derby di campionato fra le due società riminesi che partecipano al CND, girone F, l’Ac Rimini 1912 e il Real Rimini. Questo fatto ha qualcosa di incredibile, ancora non ci riesce a credere, il calcio a Rimini ha sempre fatto fatica a trovare delle persone appassionate  che prendessero davvero in mano la situazione. Adesso ci sono addirittura due società, l’Ac Rimini 1912 e il Real Rimini. E’ uno spreco enorme di risorse, che una città come il Rimini non si può permettere. Ma tant’è. Sono le stranezze della vita. Comunque non sapremo mai la verità, su come è davvero andata, ci restano soltanto delle congetture delle ipotesi delle interpretazioni su quello che è accaduto.

Il derby di ieri, tra l’Ac Rimini 1912 e il Real Rimini è stato vinto dalla società del presidente Amati per 2 a 0, un risultato netto, con le reti segnate da Baldazzi e Onescu. A differenza del clima arroventato del primo derby di Coppa Italia giocato in agosto, questo derby tutto riminese si è giocato in un clima tranquillo e sereno. Va dato atto al Real Rimini di aver sdrammatizzato le polemiche sulla paternità delle casacche biancorosse a scacchi, accettando di fare indossare ai suoi giocatori la maglia biancoverde, che è stata la prima maglia della Libertas Rimini, prima che essa diventasse Rimini calcio e cambiasse le maglie biancoverdi in biancorosse. Un gesto di distensione e di buona volontà che è stato apprezzato da tutti. Insomma, il clima che si è creato sembra quello giusto, però due squadre a Rimini, in un derby giocato al ribasso, considerata la categoria, non si erano mai viste. Qual’è il vero Rimini?. deve ancora nascere? o la squadra di Amati può considerarsi l’erede legittimo del Rimini targato Cocif?. La società di Amati ha rilevato dal vecchio Rimini il marchio e il settore giovanile, non so se questo basti per considerarsi il continuatore storico della esperienza della Rimini calcio. La situazione è comunque in evoluzione. Il derby si è giocato davanti  a una buona cornice di pubblico, 3400 spettatori per 2100 paganti. Per la categoria, è un buon pubblico, la cosa positiva è che la gente cominci a frequentare ancora numerosa lo stadio.

Sagre
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