Archivio di agosto 2010

Bernacci smette di giocare

Questa notizia ha del clamoroso, anche perchè riguarda un personaggio molto noto alla cronache sportive e ai tifosi della Romagna soprattutto di sponda bianconera: Marco Bernacci, cesenate purosangue, soprannominato l’ Airone delle Vigne, dal nome di un quartiere di Cesena dove ha vissuto, cresciuto nel vivaio del Cesena con cui ha debuttato in serie C1, ha preso la decisione di smettere di giocare al calcio, per il momento per un periodo temporaneo, all’età di 26 anni, per motivi strettamente personali. Bernacci ha promesso che nei prossimi giorni, appena tornata a casa sarà più dettagliato nello spiegare le sue scelte. Era stato ceduto da poco in comproprietà dal Bologna al Torino e domenica aveva giocato la prima di campionato di serie B contro il Varese, partita persa dal Torino allo stadio Olimpico.

Tanti ragazzi darebbero chissà cosa per essere al suo posto, Bernacci invece fa una scelta che pare andare controcorrente rispetto alle convenzioni correnti. Quali sono le motivazioni di  un giocatore di  26 anni che fino adesso ha fatto una buona carriera, Cesena, Mantova, Ascoli, Bologna, Torino le squadre dove ha giocato, che lo hanno spinto a prendere questa insolita decisione?

Si parla di depressione ma in realtà l’attaccante sarebbe più semplicemente stanco nel senso pisicologico del termine del mondo del calcio e delle sue pressioni. Persone a lui molto vicine sostengono che voglia davvero mollare tutto e piantarla con il mondo del calcio. Insomma non si tratterebbe solo di una cosa momentanea, bensi di una scelta definitiva, in ogni caso è una notizia che non passerà inosservata in Romagna e nel mondo del calcio in generale. Può creare un preecedente, fare giurisprudenza come si dice, perchè il messaggio che passa rispetto alla scelta da lui compiuta è quello di un mondo del calcio sempre più difficile e complesso, dove non tutti accettano le sue regole e i suoi ritmi, l’esempio di Bernacci è lampante.

Riccione e la riqualificazione delle strutture ricettive

Riccione e la riqualificazione delle strutture ricettiveRiccione ha una marcia in più rispetto a Rimini in merito  alla riqualificazione delle proprie strutture ricettive, sia pubbliche che private. Come riminese mi dispiace ammetterlo, ma la verità è questa. Infatti per mantenere alto il livello dell’appeal di Riccione presso i turisti, il sindaco della Perla verde Massimo Pironi, ha spronato gli albergatori, bagnini e i commercianti, e tutti gli altri operatori economici a investire nelle loro attività per migliorare la qualità dell’offerta complessiva. Quando c’è la sinergia fra pubblico e privato, le cose funzionano e vanno per il meglio, a differenza di Rimini dove le cose procedono per conto proprio. E’ triste dirlo, ma è così.

Secondo il sindaco di Riccione Massimo Pironi, non è stata un’ estate ai massimi livelli, però gli hotel Riccione mantengono la loro capacità attrattiva, le presenze sono state salvaguardate, nel senso che le imprese e i pubblici esercizi hanno dato il meglio di sè. Insomma alla città di Riccione viene riconosciuto da tutti  il suo alto livello qualitativo delle strutture. Riccione è il classico esempio di una città che ha lavorato sul concetto di riqualificazione fatto su due livelli, sul piano urbanistico e dell’arredo urbano e sulla riqualificazione delle strutture alberghiere della ristorazione e dello shopping. Come dicevamo prima, una perfetta sinergia fra pubblico e privato.  Sempre secondo il sindaco Pironi, a Riccione gli investimenti nel settore alberghiero e della ristorazione, possono ancora dare un riscontro economico per gli operatori che eventualmente vogliono investire.

Il sindaco di  Riccione Pironi ha anche dichiarato che la sua amministrazione continuerà sulla strada intrapresa, cioè sulla strada della riqualificazione, portando a termine gli strumenti urbanistici già stabiliti e occupandosi anche di mobilità e di divertimento sano. Nel 2011 sarà pronto il palasport, poi il comune di Riccione si occuperà della manutenzione e della riqualificazione dei parchi.

La Sla e Galdiolo

Giancarlo Galdiolo, è un ex calciatore di Fiorentina in cui ha militato fra gli anni 70 e 80, e Sampdoria in cui ha militato fra l’ 80 e l’82; è stato colpito dalla Sla, sclerosi laterale amiotrofica, una grave malattia degenerativa altrimenti detta morbo di Lou Gherig, che prende in modo particolare gli ex calciatori e chi ha praticato dello sport, gli atleti in genere. Il caso più recente di un calciatore che è stato colpito dalla Sla è quello di Stefano Borgonovo, che ha giocato anche lui nella Fiorentina. Il dato di fatto che bisogna mettere in evidenza è questo: molti dei giocatori che giocavano nella Fiorentina, Beatrice, Saltutti, Ferrante, Mattolini, Longoni, sono morti di Sla o di malattie similari. Galdiolo e Borgonovo grazie a Dio sono ancora vivi, però hanno giocato entrambi nella Fiorentina. Non è una “caccia alle streghe”, contro la Fiorentina, è solo una constatazione. La Fiorentina anni 70 è stata decimata dalle morti dei giocatori che hanno militato nella società viola in quel periodo. Borgonovo ha militato in anni recenti nella Fiorentina, ma il problema si pone ugualmente. La procura di Firenze aveva perfino aperto un’inchiesta su tutte queste morti diciamo così “sospette”, che poi è stata  definitivamente archiviata.

Gian Carlo Galdiolo è molto noto in Romagna, perchè vive da anni nel paese termale di Castrocaro Terme, ed è stato anche giocatore del Forlì, dove ha concluso la sua carriera di calciatore, quando la squadra biancorossa militava in serie C1. E’ stato anche allenatore per un certo periodo della Rimini Calcio, negli anni 80. La famiglia Galdiolo ha scelto di fare una uscita pubblica per raccontare la storia del loro caro Giancarlo. La famiglia Galdiolo, in una nota diffusa dalla famiglia stessa, allo scopo di metter fine alle illazioni che si sono susseguite negli ultimi tempi nel mondo del calcio sulle condizioni di salute di Gian Carlo Galdiolo, ha deciso di raccontare tutto in una conferenza stampa che si terrà a Bagno a Ripoli  in provincia di Firenze, lunedì 23 agosto.

Ancora premiazione di turisti fedeli

Il vice-sindaco nonchè assessore al turismo del comune di Rimini, Antonio Gamberini, è diventato il Gran Cerimoniere, il Gran Ciambellano del comune di Rimini, per quanto riguarda i turisti che hanno dimostato nel corso degli anni di presenza continuativa nella nostra riviera, fedeltà alla città di Rimini e alla sua riviera. Abbiamo già dato notizie di questo suo incarico. Questa volta si è trattata di un super premiazione, dato il numero consistente dei componenti della famiglia premiata. Gamberini questa volta ha premiato una famiglia che ha festeggiato le nozze d’oro con la città di Rimini, perchè sono esattamente 50 anni che la famiglia Fumagalli viene in vacanza a Rimini, ospiti dell’Hotel Piccolo hotel Astoria di Viserbella. La famiglia Fumagalli è una famiglia numerosa composta da 38 persone,  a partire da Angela e Giovanni Fumagalli, per continuare con i loro 7 figli maschi accompagnati dalle nuore, fino arrivare ai tanti nipotini , insomma tre generazioni di ospiti che a partire dal 1961, hanno scelto Rimini come meta delle loro vacanze estive, prima da fidanzati, poi l’anno successivo in luna di miele, per continuare estate dopo estate, con i figli e i nipoti. Tre generazioni di persone che si sono innamorate di Rimini, del suo territorio e nella fattispecie della frazione di Viserbella. L’assessore Antonio Gamberini, ha portato il saluto per l’ennesima volta dell’Amministrazione Comunale di Rimini e il riconoscimento riservato ai turisti fedeli a Angelo  e Giovanni Fumagalli della provincia di Monza, e alla signora Emilia San Vitodella provincia di Milano, tutti turisti fedeli a Rimini da 50 anni.

Ancora sul Palas

Ancora sul PalasNon si placano le polemiche attorno alla costituzione del nuovo Palas. Il consigliere comunale di Rimini Eraldo Giudici, in quota PdL, ha chiesto che il presidente dell’ente fiera Lorenzo Cagnoni, di venire in consiglio comunale per spiegare davanti ai consiglieri comunali come vanno esattamente le cose per quanto riguarda la situazione della fiera e del nuovo palacongressi.

Giudici vuole sapere con precisione cosa sta succedendo all’interno della Fiera di Rimini vuole avere delle spiegazioni in merito alle disavventure” capitate negli ultimi tempi, dai ritardi e alle inchieste della magistratura sul nuovo Palas, alla liquidazione della società Expolgobe, fino all”ultimo episodio negativo, ovvero la fuga della fiera dei camper da Rimini destinazione Parma, che è stato un duro colpo per la nostra fiera.

Cagnoni da parte sua ha ribadito di non aver nessun problema a parlare ad andare in consiglio comunale per spiegare la situazione dell’ente Fiera di Rimini. “Expoglobe da tempo è stata liquidata -dice Cagnoni-, per quando riguarda la questione di Mondo Natura abbiamo cercato di trattenere la fiera a Rimini, ma gli organizzatori ritengono che Parma sia più baricentrica rispetto a Rimini. Sono scelte che come Ente Fiera non condividiamo, ma non  potevamo di certo trattenerli con la forza.”. Per l’inaugurazione del Palas, a rigor di logica si devono aspettare gli esiti delle perizie effettuate da periti del tribunale che ancora non sono state rese note. Il presidente Cagnoni nonostante ciò, continua a ribadire che il Palas sarà inaugurato il 25 settembre,  come continua a sostenere che all’ inaugurazione parteciperà anche il presidente del consiglio Silvio Berlusconi.

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